La poesia intitolata “Amicizia nella povertà” (貧交行 “pín jiāoxíng”) fu probabilmente scritta da Dù Fŭ 杜甫 nell’undicesimo anno dell l'era Tiānbăo 天寶 ( 752 d.C.).
Qualche anno prima, nel 746. d.C., Dù Fŭ si era recato a Cháng’Ān 长安 per partecipare agli esami imperiali, che erano poi stati pretestuosamente annullati dal primo ministro Lĭ Línfǔ 李林甫 , ed era in seguito rimasto nella capitale, cercando invano di trovare un impiego. Nel 751 d.C. era riuscito ad attirare con alcune sue opere l’attenzione dell’Imperatore, ma la speranza di ottenere un riconoscimento concreto era risultata vana.
Per parecchi anni, il poeta aveva dunque avuto modo di sperimentare l'incostanza della natura umana e la freddezza di coloro che si erano dichiarati suoi amici quando sembrava che la sorte gli sarebbe stata favorevole e che gli avevano voltato le spalle non appena si erano accorti che non aveva avuto successo.
In questo periodo, egli aveva dovuto constatare con indignazione quanto fossero numerosi i falsi amici e quanto fossero pochi coloro che gli rimanevano vicini anche nelle difficoltà.
"Da mane a sera busso alle porte dei ricchi,
e corro dietro ai lor cavalli ben pasciuti.
Per me feccia di vino ed avanzi di cibo.
Sono sempre triste e ricolmo d’amarezza”.
leggiamo nei "Ventidue versi presentati al viceministro Wéi" (奉赠韦左丞丈二十二韵 “fèngzèng wéi zuǒchéng zhàng èrshí'èr yùn”).
A questo quadro desolante, egli contrapponeva le amicizie nate tra i poveri, ricordando l'antico detto che recitava: "Quando raccogli i girasoli, non danneggiare le radici, perché le radici danneggiate impediscono la crescita. Non vergognarti della povertà nel fare amicizia, perché dalla vergogna per la povertà non può nascere una vera amicizia". La vera amicizia si rivela nella povertà, mentre le amicizie fra ricchi sono frivole e superficiali.
Amicizia nella povertà
Un gesto e s’addensano come nubi,
un altro e si disperdon come pioggia. (1)
Quanti gli amici frivoli e e leggeri
che non vale la pena di contare?
Ricordi l’amicizia di Guăn e Bào
amicizia che sfidò la povertà? (2)
Gli uomini d’oggi la getterebbero
come si getta un pugno di polvere.
NOTE
1) Basta un gesto della mano per far volar via gli amici non sinceri. Volgi in alto il palmo della mano e ne avrai interi sciami intorno a te, come le nuvole che si addensano in cielo, volgilo in basso e spariranno come le nuvole che si dissolvono in pioggia. La minima difficoltà risulta un ostacolo insuperabile per un’amicizia superficiale.
2) Guă Zhòng 管仲 e Bào Shῡyá 鮑叔牙, vissuti nel Periodo delle Primavere e degli Autunni (春秋時代 “chūnqiū shídài”), tramandarono un esempio di sincera amicizia. Sebbene Guăn, da giovane, fosse povero, Bào non vide mai nell’indigenza dell’amico un ostacolo alla loro amicizia.
杜甫
貧交行
翻手作雲覆手雨,紛紛輕薄何須數。
君不見管鮑貧時交,此道今人棄如土。