“Il fiume di giada Kinuta nella provincia di Settsu”
Analisi di una stampa giapponese
La stampa analizzata qui di seguito può essere esaminata digitando il seguente link:
https://woodblock-print.eu/ukiyo-e/kikugawa-eizan-bi-jin-detail.html#mz-expanded-view-399595690801
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Kikugawa EIZAN (1787–1867)
L’autore della stampa è Kikugawa Eizan 菊川 英山 (1787-1867), la cui firma (“ Kiku Eizan hitsu” 菊英山 筆 “pennello di Kikugawa Eizan”) figura in basso a destra.
Dopo aver studiato con il padre Eiji 菊川 英二, esponente della scuola Kanō 狩野派, e poi con Suzuki Nanrei 鈴木南嶺 (1775–1844) della scuola Shijō 四条派, Eizan, nei primi decenni del XIX° secolo, si dedicò alla produzione di stampe che ritraevano belle donne ed eleganti fanciulle (美人画 “bijin-ga”), ma successivamente abbandonò la xilografia in favore della pittura.
Fu il migliore fra i seguaci di Utamaro 喜多川 歌麿, che cercarono di mantenere in vita lo stile “bijin” 美人 dopo la morte del maestro nel 1806.
È stato spesso considerato dagli esperti come un imitatore di Utamaro, anche se i suoi lavori mostrano che, pur ispirandosi alle opere del maestro, egli seppe sviluppare un proprio stile indipendente.
Nella sua attività, Eizan si concentrò soprattutto sulle figure femminili, che trattò con grande sensibilità e raffinatezza, usando delicate armonie cromatiche.
La stampa appartiene alla serie: “ I Sei Eleganti Fiumi di Giada” ( 風流 六 玉川 “fûryû mu tamagawa” ), menzionata nel cartiglio rosso in alto a destra.
“I Sei Fiumi di Giada” ( 六 玉川 ) costituivano un tema popolare tra i disegnatori di stampe.
Tali fiumi, ognuno dei quali aveva costituito l’oggetto di una poesia classica, erano i seguenti:
Ide no Tamagawa 伊手の玉川 nella provincia di Yamashiro 山城
Kinuta no Tamagawa 檮衣砧の玉川 nella provincia di Settsu 摂津
Noji no Tamagawa 野路 の玉川 nella provincia di Omi 大和
Kōya no Tamagawa 高野の玉川 nella provincia di Kii 紀伊
Chōfu no Tamagawa 調布の玉川 nella provincia di Musashi 武蔵
Noda no Tamagawa 野田の玉川 nella provincia di Mutsu 陸奥.
Il soggetto potrebbe essere nato all’epoca in cui fu costruito un grande acquedotto per attingere acqua dal Chōfu no Tamagawa a Musashi, cioè tra il 1652 e il 1654. Per celebrare l’opera, il pittore Kanô Tanyû 狩野 探幽 (1602-1674) creò infatti, nel castello di Edo, alcuni dipinti murali, oggi scomparsi, che raffiguravano il Chōfu no Tamagawa e altri noti fiumi del Giappone.
I ”Sei Fiumi di Giada” non divennero tuttavia un soggetto popolare tra i pittori. Si ispirano a questo tema soltanto 2 o 3 lavori, tra i quali possiamo ricordare un dipinto di Sumiyoshi Gukei 住吉 具慶( 1631-1706) (1) e un rotolo di Sakai Oho 酒井 鶯蒲 ( 1808-1841).
Al contrario, il tema ebbe grande successo tra gli incisori di Edo, ad esempio nelle opere di maestri della scuola ukiyo-e come Suzuki Harunobu 鈴木 春信 (1725-1770), Chobunsai Eishi 鳥文斎 栄之(1756-1829), Kitagawa Utamaro 喜多川 歌麿 (1754-1806), Kubo Shunman 窪 俊満 (1757-1820), Katsushika Hokusai 葛飾 北斎 (1760-1849) Utagawa Hiroshige 歌川 広重 (1797-1858), Utagawa Kuniyosh i歌川 国芳 (1797-1861).
Le serie di stampe dedicate ai “Sei Fiumi di Giada” erano normalmente catalogate nel genere “Immagini di luoghi famosi”( 名所 絵“meisho-e”), precursore delle moderne cartoline illustrate. (2)
Col passare del tempo, i “Sei Fiumi di Giada” divennero anche uno dei soggetti del “mitate-e” (見立 絵, letteralmente “immagini che si guardano e si confrontano" o "confronto di immagini"), un sottogenere che reinterpretava scene classiche, mitologiche o storiche ricollocandole in contesti moderni e quotidiani, con effetti che potevano andare da una rilettura elegante e raffinata ad una rappresentazione ironica o parodistica. (3)
Uno dei metodi preferiti del “mitate-e” consisteva nella raffigurazione di belle fanciulle (4) o addirittura di cortigiane (5) affiancate da indizi visivi o da poesie che permettavano ad una persona colta di riconoscere la scena originale nascosta dietro la parodia.
La stampa qui esaminata, che ci presenta l’mmagine di una bella fanciulla, appartiene al genere del “mitate-e”.
Il titolo della stampa, riportato sul bordo destro, in mezzo, è “Il Fiume di Giada di Kinuta, nella provincia di Settsu”( 摂津 檮衣砧の玉川 “Settsu Kinuta no tamagawa”).
Sul lato sinistro del foglio figura una poesia di Minamoto no Toshiyori 源 俊頼 (1055-1129) tratta, dall'antologia Senzaishû 千載集 ("Raccolta dei Mille Anni", 1187-88 ,n.339) (6):
“Solitario fischia il vento in mezzo ai pini d’autunno
mentre si battono i panni in riva al fiume di giada”
( 松風の / 音ダニ秋は / 寂しげに / 衣うつなり / 玉川の里
“matsukaze no oto dani aki wa sabishiki ni
koromo utsu nari tamagawa no sato”).
L’editore è Izumiya Ichibei (kansendō”) 和泉屋 市兵衛, il cui sigillo appare nel cartiglio in basso a sinistra.
Il censore che ha autorizzato la pubblicazione della stampa, apponendovi, in basso a sinistra, il sigillo circolare “kiwame” 極 (approvato) è Yamaguchiya Tobei 山口屋 藤兵衛, editore che svolse le funzioni di censore nel 1812. Il suo sigillo triangolare appare in basso a sinistra, sotto il sigillo di approvazione. (7)
Il formato della stampa è il “foglio grande” (ōban 大判 39,4 cm X 26,5 cm).
La data di pubblicazione non è indicata, ma, dagli altri elementi disponibili, quale ad es.il sigillo del censore, si desume essere il 1812, nono anno dell’era Bunka 文化 (1804-1818).
Circa il trattamento del soggetto, si può osservare quanto segue:
I “sei fiumi di giada” costituirono, sin dalla fine del XVII° secolo, un tema molto amato dai disegnatori di stampe.
Le serie di stampe più antiche si limitano a rappresentare i sei fiumi e a riportare, per ciascuno di essi, le caratteristiche che lo rendono noto.
Il termine “elegante”( 風流 “fûryû”) inserito nel titolo della serie di stampe implica che ogni fiume viene messo in relazione con l’immagine di una bella fanciulla elegantemente vestita.
Il fiume Kinuta era noto perché sulle sue rive, le donne lavavano e battevano i panni. In questa stampa, tale caratteristica è ricordata dal panno che la fanciulla tiene in mano nonchè dalla poesia di Minamoto no Toshiyori che si riferisce esplicitamente alla battitura dei panni e che è tradizionalmente collegata al fiume Kinuta.
Sullo sfondo sono rappresentati un fiume (a destra), che è ovviamente il fiume Kinuta, e un edificio (a sinistra), che potrebbe essere un tempio eretto sulla riva del fiume.
NOTE
1) Wikipedia menziona, tra le opere di Sumiyoshi Gukei, “sei rotoli Tamagawa Emaki, colore su seta, 1 volume, ex- collezione Jing Yuanzhai, Università della California, indicati come opera di Hogen Gukei". Ulteriori ricerche su Internet non hanno tuttavia dato alcun riscontro.
2) Un esempio dell’interpretazione comune di questo tema nelle stampe che raffigurano luoghi famosi è dato dalla stampa di Hiroshige intitolata “Settsu kinuta no Tamagawa” ( 摂津 擣衣之玉川), della serie “ Shokoku mu Tamagawa” (諸国 六 玉川 "Sei Fiumi di Giada nelle Diverse Province) pubblicata nel 1857 dall’editore Marukyû (丸久 Maru-ya Kyûshirô). Vi sono ritratte due donne che, sedute sulla riva del fiume, lavano e battono i panni con pesanti palette di legno, sotto una luna piena che illumina uno stormo di oche in volo.
Cliccare:
Viewing Japanese Prints: Mu Tamagawa (Six Jewel Rivers, 六玉川)
3) Nell’interpretazione parodistica di un tema rischiavano di andar perdute talune sfumature riscontrabili nella sua interpretazione originale. Nelle stampe che raffiguravano il fiume Kinuta, ad esempio, l’immagine delle donne che battevano i panni richiamava alla mente il suono sordo e ripetuto dei colpi dati con le palette di legno e creava un’ impressione di monotonia, che veniva tradizionalmente collegata con la malinconia derivante dall’assenza della persona amata. Tale sensazione di malinconia veniva accentuata da altri particolari quali la luna piena e lo stormo di uccelli migratori, anch’essi indizi tipici di distacco e di lontananza. La bella fanciulla raffigurata nella stampa in esame non sembra invece mostrare alcun segno di tristezza.
4) Belle fanciulle appaiono normalmente al posto dei fiumi nelle numerose serie di stampe intitolate 風流 六 玉川 “fûryû mu tamagawa", vale a dire “I Sei Eleganti Fiumi di Giada” o “Rappresentazione alla moda dei Sei Fiumi di Giada”.
5) Le serie intitolate 青楼六玉川 “seirō mu tamagawa”, cioè “I Sei Fiumi di Giada delle Case Verdi” presentano, invece, al posto dei sei fiumi, sei celebri cortigiane. Una serie di questo tipo, intitolata “I Sei eleganti Fiumi di Giada delle Belle Fanciulle delle Case Verdi” (風流 青褸 美人 六 玉川 之 内 “furyu seirō bijin mu tamagawa no uchi"), fu disegnata anche da Eizan.
6) La “Senzai Wakashῡ” 千載 和歌集 (“letteralmente “ Antologia delle Poesie di Mille Anni”), spesso abbreviata come Senzaishῡ 千載集 (“Antologia dei Mille Anni”), è un'antologia poetica imperiale (“chokusen wakashῡ” 勅撰 和歌集 ) compilata alla fine del periodo Heian 平安 時代 “ Heian jidai “ (794-1185).
7) La censura cui era sottoposta la pubblicazione delle stampe era stata istituita essenzialmente per ragioni politiche. Si spiega così che si potessero pubblicare, senza problemi, immagini erotiche conosciute come 春画“shunga”, letteralmente “dipinti della primavera”, che in Europa sarebbero state considerate pornografiche, mentre era invece rigorosamente proibito qualsiasi tema che potesse avere risvolti politici. Di conseguenza, quando le stampe affrontavano temi storici, si trattava sempre di avvenimenti remoti come gli episodi della guerra fra i Taira e i Minamoto (源平 合戦 “genpei kassen”), combattuta negli anni 1180-1185 d.C., o lontani non solo nel tempo, ma anche nello spazio, come le gesta degli eroi cinesi del Periodo dei Tre Regni (三国 時代 “sangoku jidai”) nel III° secolo d.C. Fatti recenti potevano essere illustrati nelle stampe soltanto a condizione di essere astutamente rappresentati sotto la maschera di eventi veri o presunti del tempo antico. Esemplare, a questo riguardo, il famoso caso della vendetta dei Quarantasette Rōnin (四十七 士, “shijūshichishi”), verificatosi nel 1703, che potè costituire il soggetto di un celebre dramma, “La cassaforte dei Vassalli Fedeli”( 忠臣蔵 “chῡshingura”), solo dopo che l’azione venne ambientata nel XIV° secolo ed i personaggi furono dotati di nomi di fantasia che non avevano alcun rapporto con quelli dei veri protagonisti della vicenda, e che, ancora nel 1847, fu illustrato in una nota serie di stampe di Kuniyoshi nella versione fittizia datane dal Chῡsingura.