Wú Zào
Wú Zào 吳藻 (1799-1862), fu una scrittrice e compositrice di canzonette, che visse all’epoca della dinastia Qīng 清朝 . Nacque a Rénhé 仁和 (l'odierna Hángzhōu 杭州), nella provincia dello Zhèjiang 浙江, da una famiglia originaria dell'Ānhuī 安徽. Fin da bambina mostrò grande amore per lo studio e per l’arte, coltivando la poesia e la pittura. Si sposò a ventidue anni. All'età di circa trent’anni, divenne famosa in tutta la Cina per la sua opera teatrale “Mascheramento” ( 喬影 “qiáo yǐng”), nota anche con il titolo di “ Bere vino e recitare i ‘Tormenti dell’Esilio’“(飲酒讀騷圖曲 “yǐn jiǔ dú sāo tú qū”), che ebbe ampia diffusione. La protagonista del dramma, una fanciulla nata da nobile famiglia, possiede un grande talento, ma, in quanto donna, si sente emarginata come una "gru in gabbia". Per sfuggire alle limitazioni imposte dai costumi tradizionali, si veste da uomo e dipinge un autoritratto in abiti maschili, che appende nel suo studio. Il culmine dell'opera si ha quando la fanciulla, dopo aver abbondantemente bevuto, recita a memoria, di fronte al suo autoritratto maschile, una famosa poesia. In questo modo, non solo esprime la sua frustrazione per non veder riconosciuto il proprio talento, ma, attraverso il suo status di "studiosa", trascende anche il genere e mostra l’inconsistenza delle restrizioni imposte alle donne dalla società dell'epoca. L'opera di Wú Zăo è considerata un autoritratto della sua autrice e, attraverso l’espediente drammatico dell'"inversione di genere", esprime l’aspirazione delle donne a far valere le proprie capacità ed è, al tempo stesso, un documento della loro sottile resistenza all’oppressione della società patriarcale.
Le canzonette di Wú Zăo sono raccolte in due libri: “Canzonette della cortina fiorita”( 花簾詞 “huā lián cí”) e “ Canzonette del Sud Profumato e del Nord Nevoso”( 香南雪北詞 ”xiāngnán xuě běi cí”), raccolta che prende il titolo dal nome che la poetessa aveva dato alla sua residenza. Un’altra opera reca il titolo di “Poesie della libreria della cortina fiorita”( 花簾書屋詩 “huā lián shūwū shī”).
珊珊琐骨,似碧城仙侣。
一笑相逢淡忘语。
镇拈花倚竹,翠袖生寒,空谷里、、相见个侬幽绪。
兰釭低照影,赌酒评诗,便唱江南断肠句。
一样扫眉才,偏我清狂,要消受、、玉人心许。
正漠漠、、烟波五湖春,待买个红船,载卿同去。
Ad una amica
Le tue spalle (1) mi apparvero luminose (2) come quelle di una creatura del Paradiso.(3)
Mi sorridesti, quando ci incontrammo, e mi mancarono le parole. (4)
Troppo a lungo cogliesti (5) fiori ed ora ti appoggi ai bambù,
mentre il freddo penetra le maniche verdazzurre dei tuoi abiti (6), nella valle desolata.
Ti guardo immersa in un malinconico fantasticare. (7)
Nella luce fioca di una lampada profumata, (8)
mentre le ombre si addensano,
beviamo insieme,
ci leggiamo le nostre poesie, (9)
cantiamo i versi strazianti
della ballata “Col cuore spezzato a sud del fiume”. (10)
Ci dipingiamo reciprocamente le sopracciglia, (11)
ma io sono profondamente turbata, (12)
voglio che tu sia mia, (13)
voglio conquistare il tuo cuore. (14)
Davvero densa è la nebbia,
ma dalla foschia che avvolge i Cinque Laghi (15)
spunta la primavera.
Sogno di comprare una barchetta rossa (16)
e di portarti via con me. (17)
NOTE
1) Il termine 琐骨 (“suǒgǔ”) indica specificamente le clavicole. Mi è sembrato più poetico intendere “clavicole” come una metafora di “spalle”.
2) L’onomatopea 珊珊 (“shănshăn”) rende il suono degli orecchini o dei dischetti di giada appesi alla cintura che si urtano tra di loro ed ha quindi come primo significato “risonante”,”tintinnante”, da cui si è poi passati per estensione dell’idea a “lucente”,”luccicante”,“luminoso” ed infine ad “allegro”,”gioioso”. Secondo la leggenda i Beati appaiono sempre circonfusi da un alone di luce che illumina le loro membra.
3) L’espressione 碧城 仙侣 (“ bì chéng xiān lǚ”), letteralmente “compagno immortale della Città di Giada” è composta da 仙侣 (“xiān lǚ”), che ha due significati: “compagno celeste” in senso letterale; “amico di carattere nobile e di mentalità affine” in senso metaforico, e da 碧城 (”bì chéng”), cioè “Città di Giada”, termine che designa il “Paradiso”, la “Residenza degli Immortali”.
4) Il verso ha tutta la vaghezza e l’indeterminatezza propria della tradizione poetica cinese. Il testo è estremamente conciso: “sorridere, incontrarsi, restare senza parole” e lascia ampio spazio a diverse interpretazioni. Naturalmente sarebbe possibile anche in cinese fornire un testo preciso e tale da non lasciare adito a dubbi: basterebbe aggiungere ai verbi un pronome personale che indicasse il soggetto dell’azione ed un avverbio che determinasse il tempo e il modo della forma verbale. ( Nelle lingue europee questa precisione è garantita – e resa quasi obbligatoria- anche in poesia dal fatto che ogni forma verbale contiene in sè l’indicazione del soggetto, del tempo e del modo). Non c’è dubbio che il risultato sarebbe tuttavia meno poetico. Si spiega così, d’altra parte, la varietà di interpretazioni che ci viene spesso offerta per una stessa poesia in ragione del largo margine di manovra che formulazioni così vaghe lasciano al traduttore.
5) Non essendo indicato il soggetto dell’azione, tocca al traduttore definirlo. Mi è parso che la descrizione possa riferirsi alla donna di cui l’autrice parla nella sua poesia.
6) Questo verso richiama una poesia di Dú Fǔ 杜甫, intitolata “Una Bella Signora” 佳人 (“jiārén”), in cui leggiamo” le mie leggere maniche verdazzurre non mi difendono dal freddo mentre, nel tramonto, mi appoggio ai bambù” (天寒翠袖薄,日暮倚修竹 “tiān hán cuì xiù báo, rìmù yǐ xiū zhú”). La “bella signora” ha subito tutta una serie di disgrazie, ma le ha affrontate con coraggio e determinazione, ed il suo appoggiarsi ai bambù nel tramonto sembra indicare che la sua capacità di resistere alle avversità non si è ancora esaurita. Il contrasto tra il cogliere fiori, metafora di una vita gioiosa e spensierata, e l’appoggiarsi al tronco robusto dei bambù, metafora della forza che si rende necessaria quando la vita vi sottopone alle sue più dure prove, ci può far pensare che anche la protagonista della poesia si trovi in una situazione analoga e sia passata dall’allegria alla tristezza. Quella che qui
propongo è tuttavia soltanto una delle verie possibili interpretazioni.
7) L’espressione 幽绪 (“yōu xù”) si riferisce, nella lingua cinese, a pensieri profondi, persistenti e duraturi. Viene spesso utilizzata in letteratura per descrivere una lieve malinconia o un’invincibile nostalgia.
8) I caratteri cinesi 兰釭 (“lán gāng”) si riferiscono ad un’elegante lampada alimentata con olio di orchidea. Il termine 兰 (“lán”) indica orchidee, erbe aromatiche o fiori. Il termine (“gāng “) designava originariamente l'anello di ferro all'interno del mozzo di una ruota. In seguito, venne utilizzato, come lo fu anche "镫” (“dèng”), cioè “sperone”, per riferirsi a una lampada.
9) Le due amiche sono evidentemente accomunate dalla passione per la poesia.
10) L’espressione "Disperazione nella regione a sud del Fiume” 江南断肠 (“jiāngnán duàncháng”) si riferisce principalmente alle commoventi descrizioni della regione situata a sud del Fiume Azzurro (江南断肠 “jiāngnán”) che figurano nelle liriche di Hé Zhù 赞美, poeta della dinastia dei Sòng settentrionali 北宋. Si ricorda, a questo riguardo, ll celebre verso di Huáng Tíngjiān 黄庭坚: "Solo Hè Fānghuí comprende la disperazione del Jiāngnán ". I versi di Hé Zhù sono spesso utilizzati per esprimere con il canto l'immensa tristezza di un viaggiatore che desidera tornare a casa o che lamenta la fine della primavera o la lontananza dei propri cari. La scelta di canzoni tristi esprime bene la malinconia delle due amiche.
11) L’espressione 一样扫眉才 (“yīyàng sǎo méi cái”), letteralmente “identico è il talento nel dipingere le sopracciglia”, può essere diversamente interpretata. La cura delle sopracciglia era un passaggio essenziale nella “toilette” di una fanciulla ed era abitualmente vista come un momento di gioia e di allegria. Si può immaginare che le due amiche si dedichino insieme a questa attività o addirittura che si dipingano reciprocamente le sopracciglia.
12) L’espressione 清狂 “qīng kuáng”, che si riferiva originariamente a uno stato di follia o a un comportamento troppo disinibito, ha una doppia dimensione semantica: può indicare il comportamento eccessivo di una persona, come 裘马颇清狂 ("qiú mǎ pō qīng kuáng”, letteralmente “la vita stravagante di un giovane spensierato che passa il tempo avvolto in pellicce preziose e in sella a cavalli pregiati”) di Dú Fǔ 杜甫, ma può anche descrivere uno stato di turbamento o di alterazione mentale, come "清狂不惠 ("qīng kuáng bù huì” letteralmente “sfrenato e impulsivo”) nel Libro degli Hàn 漢書 (“hàn shū”). Nel caso di specie il pensiero dell’amica agita l’animo della poetessa.
13) L’espressione 消受(”xiāo shòu”), può avere diversi significati, tra cui quello di “gioire”, ”godere di qualcuno o di qualcosa”. Il rapporto intimo che sembra sussistere tra le due donne mi ha indotto a intendere “voglio godere” come “voglio che tu mi appartenga”, “voglio che tu sia mia”.
14) Nel contesto “la creatura di giada” (玉人 “yùrén”), cioè la “splendida donna”, la “fanciulla perfetta” è evidentemente la persona a cui si rivolge l’autrice della poesia.
15) I "Cinque Laghi" 五湖 (“wǔ hú”) è un termine, la cui definizione nei testi antichi è controversa. Durante la dinastia Táng 唐朝, prevalse l’idea che tale termine si riferisse ai cinque laghi principali del Jiāngnán 江南. In epoca moderna, si è formata una definizione generale incentrata sui cinque laghi principali del corso medio e inferiore del Fiume Azzurro 长江. Dal periodo delle Sei Dinastie 六朝 in poi, l’espressione i “ Cinque Laghi” assunse una connotazione di lontananza dalla società, con riferimento alla storia di Fàn Lí 范蠡, che, dopo aver ottenuto un grande successo nella vita pubblica, si ritirò in solitudine, navigando con una barchetta sul Lago Tàihú 太湖. Questo concetto fu utilizzato, ad esempio, nelle poesie di Lĭ Bái 李白 come metafora dell'isolamento. Nella poesia qui esaminata esso esprime evidentemente il desiderio delle due amiche di vivere serenamente insieme, lontane dagli affanni del mondo.
16) Il termine 待 (“dài”) può significare “aspetto”, “intendo”,”desidero”, “sto per”. Mi è sembrato più poetico tradurlo con “ io sogno”. Il sogno di procurarsi una barchetta e di navigare lontani dal mondo, soli con gli amici più cari e le fanciulle amate, è stato coltivato anche dai nostri poeti. Basti ricordare, a questo proposito, il famoso sonetto :”Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io...”. Il motivo per cui la barchetta deve essere rossa è ovvio: il rosso è il colore della passione.
17) “Qīng” 卿 è un termine onorifico il cui significato è normalmente “alto funzionario”,”ministro”. Nei tempi antichi era tuttavia anche usato come termine affettuoso con cui due coniugi si rivolgevano l’uno all’altro. Nel presente contesto figura come espressione confidenziale al posto del “tu”.
2) L’onomatopea 珊珊 (“shănshăn”) rende il suono degli orecchini o dei dischetti di giada appesi alla cintura che si urtano tra di loro ed ha quindi come primo significato “risonante”,”tintinnante”, da cui si è poi passati per estensione dell’idea a “lucente”,”luccicante”,“luminoso” ed infine ad “allegro”,”gioioso”. Secondo la leggenda i Beati appaiono sempre circonfusi da un alone di luce che illumina le loro membra.
3) L’espressione 碧城 仙侣 (“ bì chéng xiān lǚ”), letteralmente “compagno immortale della Città di Giada” è composta da 仙侣 (“xiān lǚ”), che ha due significati: “compagno celeste” in senso letterale; “amico di carattere nobile e di mentalità affine” in senso metaforico, e da 碧城 (”bì chéng”), cioè “Città di Giada”, termine che designa il “Paradiso”, la “Residenza degli Immortali”.
4) Il verso ha tutta la vaghezza e l’indeterminatezza propria della tradizione poetica cinese. Il testo è estremamente conciso: “sorridere, incontrarsi, restare senza parole” e lascia ampio spazio a diverse interpretazioni. Naturalmente sarebbe possibile anche in cinese fornire un testo preciso e tale da non lasciare adito a dubbi: basterebbe aggiungere ai verbi un pronome personale che indicasse il soggetto dell’azione ed un avverbio che determinasse il tempo e il modo della forma verbale. ( Nelle lingue europee questa precisione è garantita – e resa quasi obbligatoria- anche in poesia dal fatto che ogni forma verbale contiene in sè l’indicazione del soggetto, del tempo e del modo). Non c’è dubbio che il risultato sarebbe tuttavia meno poetico. Si spiega così, d’altra parte, la varietà di interpretazioni che ci viene spesso offerta per una stessa poesia in ragione del largo margine di manovra che formulazioni così vaghe lasciano al traduttore.
5) Non essendo indicato il soggetto dell’azione, tocca al traduttore definirlo. Mi è parso che la descrizione possa riferirsi alla donna di cui l’autrice parla nella sua poesia.
6) Questo verso richiama una poesia di Dú Fǔ 杜甫, intitolata “Una Bella Signora” 佳人 (“jiārén”), in cui leggiamo” le mie leggere maniche verdazzurre non mi difendono dal freddo mentre, nel tramonto, mi appoggio ai bambù” (天寒翠袖薄,日暮倚修竹 “tiān hán cuì xiù báo, rìmù yǐ xiū zhú”). La “bella signora” ha subito tutta una serie di disgrazie, ma le ha affrontate con coraggio e determinazione, ed il suo appoggiarsi ai bambù nel tramonto sembra indicare che la sua capacità di resistere alle avversità non si è ancora esaurita. Il contrasto tra il cogliere fiori, metafora di una vita gioiosa e spensierata, e l’appoggiarsi al tronco robusto dei bambù, metafora della forza che si rende necessaria quando la vita vi sottopone alle sue più dure prove, ci può far pensare che anche la protagonista della poesia si trovi in una situazione analoga e sia passata dall’allegria alla tristezza. Quella che qui
propongo è tuttavia soltanto una delle verie possibili interpretazioni.
7) L’espressione 幽绪 (“yōu xù”) si riferisce, nella lingua cinese, a pensieri profondi, persistenti e duraturi. Viene spesso utilizzata in letteratura per descrivere una lieve malinconia o un’invincibile nostalgia.
8) I caratteri cinesi 兰釭 (“lán gāng”) si riferiscono ad un’elegante lampada alimentata con olio di orchidea. Il termine 兰 (“lán”) indica orchidee, erbe aromatiche o fiori. Il termine (“gāng “) designava originariamente l'anello di ferro all'interno del mozzo di una ruota. In seguito, venne utilizzato, come lo fu anche "镫” (“dèng”), cioè “sperone”, per riferirsi a una lampada.
9) Le due amiche sono evidentemente accomunate dalla passione per la poesia.
10) L’espressione "Disperazione nella regione a sud del Fiume” 江南断肠 (“jiāngnán duàncháng”) si riferisce principalmente alle commoventi descrizioni della regione situata a sud del Fiume Azzurro (江南断肠 “jiāngnán”) che figurano nelle liriche di Hé Zhù 赞美, poeta della dinastia dei Sòng settentrionali 北宋. Si ricorda, a questo riguardo, ll celebre verso di Huáng Tíngjiān 黄庭坚: "Solo Hè Fānghuí comprende la disperazione del Jiāngnán ". I versi di Hé Zhù sono spesso utilizzati per esprimere con il canto l'immensa tristezza di un viaggiatore che desidera tornare a casa o che lamenta la fine della primavera o la lontananza dei propri cari. La scelta di canzoni tristi esprime bene la malinconia delle due amiche.
11) L’espressione 一样扫眉才 (“yīyàng sǎo méi cái”), letteralmente “identico è il talento nel dipingere le sopracciglia”, può essere diversamente interpretata. La cura delle sopracciglia era un passaggio essenziale nella “toilette” di una fanciulla ed era abitualmente vista come un momento di gioia e di allegria. Si può immaginare che le due amiche si dedichino insieme a questa attività o addirittura che si dipingano reciprocamente le sopracciglia.
12) L’espressione 清狂 “qīng kuáng”, che si riferiva originariamente a uno stato di follia o a un comportamento troppo disinibito, ha una doppia dimensione semantica: può indicare il comportamento eccessivo di una persona, come 裘马颇清狂 ("qiú mǎ pō qīng kuáng”, letteralmente “la vita stravagante di un giovane spensierato che passa il tempo avvolto in pellicce preziose e in sella a cavalli pregiati”) di Dú Fǔ 杜甫, ma può anche descrivere uno stato di turbamento o di alterazione mentale, come "清狂不惠 ("qīng kuáng bù huì” letteralmente “sfrenato e impulsivo”) nel Libro degli Hàn 漢書 (“hàn shū”). Nel caso di specie il pensiero dell’amica agita l’animo della poetessa.
13) L’espressione 消受(”xiāo shòu”), può avere diversi significati, tra cui quello di “gioire”, ”godere di qualcuno o di qualcosa”. Il rapporto intimo che sembra sussistere tra le due donne mi ha indotto a intendere “voglio godere” come “voglio che tu mi appartenga”, “voglio che tu sia mia”.
14) Nel contesto “la creatura di giada” (玉人 “yùrén”), cioè la “splendida donna”, la “fanciulla perfetta” è evidentemente la persona a cui si rivolge l’autrice della poesia.
15) I "Cinque Laghi" 五湖 (“wǔ hú”) è un termine, la cui definizione nei testi antichi è controversa. Durante la dinastia Táng 唐朝, prevalse l’idea che tale termine si riferisse ai cinque laghi principali del Jiāngnán 江南. In epoca moderna, si è formata una definizione generale incentrata sui cinque laghi principali del corso medio e inferiore del Fiume Azzurro 长江. Dal periodo delle Sei Dinastie 六朝 in poi, l’espressione i “ Cinque Laghi” assunse una connotazione di lontananza dalla società, con riferimento alla storia di Fàn Lí 范蠡, che, dopo aver ottenuto un grande successo nella vita pubblica, si ritirò in solitudine, navigando con una barchetta sul Lago Tàihú 太湖. Questo concetto fu utilizzato, ad esempio, nelle poesie di Lĭ Bái 李白 come metafora dell'isolamento. Nella poesia qui esaminata esso esprime evidentemente il desiderio delle due amiche di vivere serenamente insieme, lontane dagli affanni del mondo.
16) Il termine 待 (“dài”) può significare “aspetto”, “intendo”,”desidero”, “sto per”. Mi è sembrato più poetico tradurlo con “ io sogno”. Il sogno di procurarsi una barchetta e di navigare lontani dal mondo, soli con gli amici più cari e le fanciulle amate, è stato coltivato anche dai nostri poeti. Basti ricordare, a questo proposito, il famoso sonetto :”Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io...”. Il motivo per cui la barchetta deve essere rossa è ovvio: il rosso è il colore della passione.
17) “Qīng” 卿 è un termine onorifico il cui significato è normalmente “alto funzionario”,”ministro”. Nei tempi antichi era tuttavia anche usato come termine affettuoso con cui due coniugi si